
(foto da www.efende.it)
Ore 18:30. Un piccolo gruppo di persone inizia a radunarsi sull’area pedonale nella zona antistante la Benetton, davanti un gazebo allestito da qualche giovane. Qualcuno incuriosito si ferma. Avrà pensato che si trattasse come al solito di qualche propaganda elettorale e invece no; è un Sit-in contro la criminalità. Contro quella delinquenza che stringe in una morsa questa città fino a farla soffocare. Contro le rapine che terrorizzano proprietari e dipendenti di attività commerciali e che li costringe ad una sorta di coprifuoco. E’ impossibile negare che la nostra città sta diventando in vivibile e nel momento in cui qualcuno inizia a denunciare questo malessere o a fare qualcosa affinché le cose cambino si vede recapitare minacce e proiettili come è successo per l’assessore Del Carmine e il giornalista Luca Pernice.
Con il passare dei minuti la folla aumenta fino a formare un ingorgo dove e quasi impossibile non fermarsi. Ci sono movimenti politici giovanili, associazioni che operano nel sociale e confederazioni di commercianti, nonché i dipendenti di supermercati che sono i primi a subire queste violenze e che vogliono manifestare il proprio malessere.
Fa davvero piacere che in questa circostanza la cittadinanza abbia risposto unita e fa ancora più piacere che questa iniziativa non sia partita da qualche movimento, bensì da un singolo ragazzo, Paolo, l’amico con cui tutti i giorni si parla delle cose che non vanno e che, stanco degli ultimi eventi, ha deciso di rimboccarsi le maniche per coinvolgere la varie associazioni in questa iniziativa.
L’unica nota dolente a mio parere è stata la quasi totale assenza di associazioni cristiane (cattoliche e non). Ad eccezione del referente di pastorale giovanile e qualche altro sacerdote infatti la stragrande maggioranza dei partecipanti sono state associazioni laiche.
I giovani cattolici dei vari movimenti, a volte troppo presi dai loro impegni finiscono per chiudersi a riccio nei loro ambienti parrocchiali estraniandosi dalle realtà e dai problemi che li circondano. Il cristiano non può vivere di sole preghiere e catechesi, ma deve calarsi nelle realtà in cui vive e denunciare i mali che ci circondano. La criminalità non è una questione politica; la lotta alle mafie non è né di sinistra né di destra, ma è una battaglia per difendere la libertà, un diritto che ci è stato donato dal principio della nostra vita, e che ci deve vedere tutti coinvolti in prima persona.
Ore 20:30 la folla inizia a sfoltire, ma lascia nel cuore delle vittime di queste minacce la certezza che non saranno lasciate sole.
Nino
08.03.10 @ 07:53:36
da jone
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08.03.10 @ 07:52:47
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08.03.10 @ 07:50:08
da jone